A Spasso col Pit Bull di Bin Laden
(cioè come togliersi dalla testa di un’associazione sovversiva di cani da
combattimento!)
Ed eccola. Si compie un’altra operazione
estiva tesa a creare in noi un nuovo senso di pericolo: emergenza Pit Bull!
Dall’episodio di Padova in poi, cresce la cronaca balneare che narra
di casi orribili, cani assalitori, vere macchine di morte che - forse prese
dalla calura - "terminano" i malcapitati, donne e bambini compresi. Anzi no,
il caldo non c’entra nulla, il Pit Bull è un Pit Bull, quindi è nella sua
natura essere cattivo, è lui la fiera da temere, ci fanno sapere le diffuse
corrispondenze di guerra.
E daglie allora, giusto intorno all’anniversario dell’11 settembre
arriva il decreto del Ministro Sirchia sulle razze maledette, la lista dei
cani "canaglia" che d’ora in poi potranno circolare solo abbavagliati e
sempre ben allacciati, museruola e guinzaglio all day long, eccetto
che … in luoghi privati , magari bui scantinati dove "umanamente"sia
concesso incontrarsi con le orecchie tagliate e un po’ di soldi scommessi
sulla propria testa. Combattimenti clandestini per cani gladiatori chiamati
American Stafford… Pittbull terrier… incroci fatti dall’uomo (n.d.r.) per
ottenere un cane molto robusto ma non enorme, sicuramente potente ma non per
questo più aggressivo. Anche perché come succede tra tutti gli animali –
uomo compreso - un po’ di sana "esogamia" migliora la specie, tenendo
lontani gozzi, cretinismi e psicosi varie… Il Pit Bull non è una razza. Il
Pit Bull non esiste.
F.L. - fuorisede.org - Settembre 2003