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Vi spiego
perché voglio educare cani e
padroni
Alcune
precisazioni ai cittadini a riguardo della mia ordinanza sulla
museruola obbligatoria per i cani. È vero che il provvedimento tocca
nel vivo gli amanti dei cani (alcuni dei quali non lo sono comunque
del prossimo) e che può colpire in modo indiscriminato padroni e
animali rispettosi, educati e innocenti, a causa di pochi, cani e
padroni, che sono invece irrispettosi, maleducati, violenti. È
sicuramente un problema di coscienza civica e civile, che si sta
annacquando, facendo prevalere egoismo e personalismi. Ricordo
che per i possessori di animali esistono leggi, norme e decreti.
Leggi però mai osservate e che sono spesso entrate in vigore nella
più totale indifferenza. Ribadisco che si tratta di un provvedimento
tampone e dettato dalla necessità di porre rimedio a situazioni
insostenibili di aggressioni, ma aperto a ogni possibile intervento
migliorativo e modificativo, come affermato sin dall´inizio.
Chiediamoci cosa sarebbe avvenuto se non l´avessi emesso. Non mi
preoccupo delle sceneggiate di alcuni partiti e di alcuni politici,
preoccupati più di ricerca di protagonismo che di concretezza e
responsabilità verso tutti i cittadini, ma riaffermo che debba
esservi un dibattito ed un confronto per creare un´educazione
civile, che garantisca, insieme con nostri amici a quattro zampe, le
esigenze di tutti. Fate lavorare la commissione che ho insediato
con la speranza di trovare la giusta convivenza tra cani e uomini.
Possiamo pensare a un corso per insegnare ai padroni quale razza
canina scegliere (magari consona al loro carattere e alle loro
abitudini), come educare un cane e come vivere insieme nel modo
migliore, per insegnare ai bambini cosa significa avere un cane,
perché sia un compagno e non un giocattolo. In tal caso sarebbero
superflui guinzagli e museruole, e non vi sarebbero né abbandoni né
la moda dei combattimenti. Per concludere mi fa piacere
l´accostamento a Don Chisciotte fatto da questo giornale. Don
Chisciotte era simpatico, ma soprattutto anteponeva gli ideali al
facile consenso e alla demagogia.
CARLO BORSANI
Assessore regionale alla Sanità
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