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Pene per chi sevizia, abbandona o organizza combattimenti
In carcere chi maltratta gli
animali
La Camera ha approvato all'unanimità il nuovo
reato. Fino a quattro anni di reclusione e 100mila euro di
multa
ROMA — Il carcere per chi maltratta gli animali. La
Camera ha approvato ieri una legge che introduce pene severissime
per chi sevizia, abbandona o organizza combattimenti clandestini di
animali. Si rischieranno dai tre mesi ai quattro anni di reclusione
con multe fino a 100 mila euro. Nel Codice penale verrà introdotto
il titolo specifico «delitti contro gli animali» superando l’attuale
normativa che prevede solo multe da mille a cinquemila euro. Le
associazioni animaliste sono soddisfatte. Il testo di legge,
approvato all’unanimità dalla Camera, dovrà ora passare all’esame
del Senato.
MALTRATTAMENTI — Comportarsi in modo
crudele con un animale, sottoporlo a sevizie, a fatiche o a lavori
insopportabili rispetto alla sua natura costituirà reato. La pena
corrispondente varia da tre a dodici mesi di carcere e prevede una
multa da 2.500 a 10.000 euro. Maggiore severità per chi organizza
spettacoli, manifestazioni o feste in cui gli animali siano
sottoposti a sevizie: carcere da quattro mesi a due anni e multe da
3000 a 15.000 euro.
COMBATTIMENTI
— La legge colpisce anche i
combattimenti clandestini o comunque le competizioni non autorizzate
nelle quali l’integrità fisica degli animali venga messa in
pericolo. La pena per chi li organizza varia da due a quattro anni
di carcere, le multe da 25.000 a 100.000 euro. Stesso trattamento
per chi alleva o addestra gli animali con questo fine. Ma anche i
proprietari finiscono nel mirino della legge: per loro c’è il
carcere da uno a tre anni e una multa da 20.000 a 80.000 euro. E
neanche scommettere sui combattimenti sarà lecito: è prevista la
reclusione da tre mesi a due anni e una multa da 5.000 a 25.000
euro. Pene aumentate di un terzo se al combattimento assistono
persone armate o se la manifestazione viene filmata o fotografata.
ABBANDONI — Un freno al fenomeno degli abbandoni di
cani e gatti dovrebbe arrivare dalle nuove norme che prevedono
l’arresto fino a un anno e l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro anche
per chi fa vivere un animale in condizioni «incompatibili» con la
propria natura.
PELLICCE — Vietate. E’ passato un emendamento dei
Verdi che vieta l’impiego di cani e gatti per ricavarne pelli e
pellicce. La pena prevista va da tre mesi a un anno e la multa da
25.000 a 100.000 euro. «Anche questo uso incivile diventa una nuova
fattispecie di reato — ha commentato la deputata verde, Luana
Zanella —. Fino a oggi questa materia veniva disciplinata da
ordinanze temporanee del ministero della Salute».
ANIMALISTI — Entusiasti. La Lega Antivivisezione parla
di «uno storico passo in avanti che non permetterà più di farla
franca a chi usa cani per i combattimenti o tortura gatti». Secondo
gli Animalisti Italiani, «l’Italia si adegua finalmente agli altri
Paesi europei, tutelando gli animali in quanto soggetti di diritti».
Ed Ermete Realacci, presidente di Legambiente giudica questa legge
«una spallata alle ecomafie» perché colpirà i delitti contro gli
animali connessi alla criminalità organizzata.
I POLITICI — Il padre della legge, il deputato di
Forza Italia Italico Perlini, si augura di incontrare al Senato la
«sensibilità politica» sperimentata alla Camera. Il presidente della
Commissione Giustizia di Montecitorio, Gaetano Pecorella, giudica il
provvedimento di «estrema importanza» per contrastare la criminalità
organizzata. E’ «un atto di civiltà» secondo le parlamentari
Marcella Lucidi (Ds) e Carla Rocchi (Margherita).
Cristina Palazzesi
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